Friday, January 11, 2008

PRIMA IL CAMBIAMENTO CULTURALE, POI L’INDIPENDENZA.


E’ incredibile la scena che si è dipanata agli occhi dei sardi e del mondo ieri sera, giovedi’ 10 Gennaio, al Porto Canale di Cagliari.
Non stupisce affatto l’opportunismo schifoso dei vari Mauro Pili, Mariano Delogu e compagnia bella, quelli che, 2 chili di immondizia no, ma, fumi di acciaieria cementificazione delle coste e perfino scorie nucleari! Si’.
Insomma i sopracitati sono fermamente contrari a qualunque operazione non comporti una qualche vera ed effettiva distruzione del territorio sardo e un qualche guadagno per gli amichetti colonialisti di Milano, Brianza e dintorni.
Quello che dispiace è che il movimento indipendentista sardo sia caduto nella trappola.
Si è trattato a mio giudizio di un clamoroso errore politico che non ha certo prodotto un cambiamento delle coscienze ma ha tirato acqua al mulino di chi si vuole servire della vicenda rifiuti per sferrare un attacco al presidente Soru, reo di aver colpito (penso sia un dato incontestabile) gli interessi di amici e amichetti italioti, pronti a tornare al potere per dare di nuovo il via alla pazza corsa verso il cemento il dissesto, l’inquinamento della nostra terra.
Un ruolo succoso è stato poi giocato dal sistema informazione con L’Unione Sarda e Videolina pronti a montare il caso inesistente con accenni talvolta comici: un compassato Valerio Vargiu ci dava in diretta dal Porto Canale di Cagliari la clamorosa notizia che “l’immondizia arrivata da Napoli, pensate amici, puzza terribilmente”…………Sic!
L’immondizia arrivata ieri al Porto Canale di Cagliari via Napoli è per intenderci inferiore al quantitativo prodotto dalla sola area metropolitana di Cagliari in un solo giorno, e tutti ne parlano come del nuovo disastro ecologico sardo.
E tutto questo gridare allo scandalo viene fatto non nell’incontaminato Trentino o nella Valle d’Aosta, ma nella regione italiana che vanta alcune tra le aree industriali più inquinate d’italia (vedi Portovesme), le servitù militari che inquinano e strappano il territorio al popolo sardo!
Ce ne sarebbero energie da impiegare, altro che una nave di rifiuti!
Gli indipendentisti hanno avuto l’onestà di ammettere che il problema era più che altro di natura simbolica che sostanziale ( a differenza del povero Vargiu realmente convinto che saremo sommersi da s’aliga! AIUTIAMOLO…).
Ma proprio qui sta secondo me un problema di natura politica e culturale gigantesco:
finchè continueremo a fare questioni di onore, dignità, principio rischieremo di rafforzare l’idea di chi pensa che la sardità sia un fatto esistenziale, personale piu’ che un fatto sostanziale materiale che potrà anche diventare realtà politica.
Non è questione di sottomissione allo Stato italiano l’aver accolto i rifiuti della regione Campania, è questione di solidarietà tra popoli, tra noi e le persone che materialmente vivono a Napoli e in Campania, che in questi giorni non possono uscire di casa, mandare i figli a scuola.
Un popolo che non ha colpa della propria condizione ma che subisce e ha subito un umiliazione da parte della classe dirigente politica, della Camorra, delle imprese lombarde che per anni hanno scaricato i loro rifiuti in Campania ( Leggere Saviano).
La disponibilità della Sardegna non risolverà la situazione ma non sarà neanche la nuova Chernobyl.
Qualcuno rassicuri Valerio Vargiu, per favore.


Friday, October 05, 2007

OTTOBRE ROSSO


Voglio un piano quinquennale.
Uno per i nostri amici nostalgici.
L’altro per me.
Voglio una bussola per orientarmi nel marasma in cui stiamo annegando.
Un mese di tregua.
Per resistere alle mezze verità e alle bugie tutteintere.
Tutto garantito, protetto, deciso, votato e istruito: rapporti umani, amorosi , economici e feudali.
Non voglio più decidere, voglio istigare.
Voglio l’istigazione ad agitare.
Datemi la licenza.
E fare resistenza ai malanni, agli scazzi, a vigili e agenti di ogni sorta.
Voglio la libertà non vigilata.
Il sostegno totale.
E accarezzare, senza mai doverlo chiedere, senza mai pretendere nulla in cambio.
Un analisi transazionale senza ritardi.
Un mese di tregua.
Datemi un po’ di …
Datemi un po’ di …

Sunday, September 16, 2007

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE


Si rischia di fare una brutta figura quando si inizia a pensare male delle cose.

Il pensiero doppio, triplo, il dire e non dire, una cosa, e pensare a un altra.

Le sue labbra carnose e il suo imbarazzo.

Il suo dire e il tuo dire.

Il pensiero portato altrove, stanco, esausto. Il pensiero muto e cangiante.

Chiedere una cosa e voler sapere tutt'altro.

La mente di quei cuccioli di uomo ignari e danzanti sui loro ventanni.

Tuttoattaccato, che non importano le virgole o i finali di cifra.

Sono rimasti così, a parlare, quando tu eri sempre stato altrove.

Un astronave senza più nessuna vergogna, fiera e ridente di se stessa.

Gli occhi stanchi e tutto il resto.

Poi sarà tutto come prima.

Dopo, sarà tutto come prima.

Ovvero, tutto normalmente diverso da come è sempre stato.


Friday, August 17, 2007

UNDER MY THUMB


Se rimaniamo insieme potremo anche volare

potremo attraversare questo mare

se rimaniamo insieme nelle diversità insieme scopriremo la nostra unicità

se noi si resta insieme saremo la continuità

se rimaniamo insieme sarà vera libertà

per la vita che verrà tu non sarai mai sola

se rimaniamo insieme se ci diciamo tutto

se insieme seminiamo insieme coglieremo il frutto

se noi si resta insieme sarà una meraviglia

se rimaniamo insieme saremo una famiglia

per la vita che verrà tu non sarai mai sola sotto questo cielo

io non sarò mai sono sotto questo cielo

noi rimarremo insieme se noi ci capiremo

se ci perdoneremo gli sbagli che faremo

noi rimarremo insieme se avremo volontà

se riusciremo insieme a darci libertà

per la vita che verrà per la vita che verrà tu non sarai mai sola sotto questo cielo

io non sarò mai solo, sotto questo cielo

per la vita che verrà tu non sarai mai sola, MAI !

Tuesday, August 14, 2007

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA


Meglio tacere quando non si ha nulla da dire.

Percui: buon ferragosto a tutti.

Sunday, June 24, 2007

PIANGERE, RIDERE, SORRIDERE, RIDERE ANCORA


C'è da essere contenti e rassicurati se nell' angolo della tua terra, periferia del paese, periferia dell'europa (o centro?) , un manipolo di giovani ragazzi capisce che in fondo quei suoni, quelle melodie , quelle sensazioni sulla pelle che altri ragazzi in altre periferie (o centri?) dell'europa e del mondo provano o hanno provato, sono gli stessi e le stesse e cercano di esprimerle.

Si chiama "Happy boys Cry Loud" il nuovo lavoro licenziato dall'etichetta sarda Here I Stay Records. Protagonisti i "June".

Periferie, dicevamo, e non è un caso che il primo nome che, per attitudine e vicinanza dal punto di vista formale,viene alla mente ascoltando questo lavoro sia quello dei"Belle&Sebastian"dalla Scozia, altra periferia (o centro?) del paese e dell'europa. I grandi spazi verdi della Scozia, il mare e la campagna sarda.

E proprio nella campagna sarda, in uno scenario a dir poco suggestivo, si è tenuto il concerto di presentazione del disco.

Cosi come su disco anche dal vivo i June stupiscono in particolare per l'eccezionale cura dei suoni (cosa non scontata e fortemente voluta) e per la raffinatezza delle soluzioni armoniche.

Se si vuole trovare un difetto a questo lavoro va piuttosto ricercato nell'effetto "già sentito" di alcuni pezzi, ma è tutto così curato e "sentito" profondamente dalla band che divertirsi a cercarne i riferimenti è un operazione piacevole più che fastidiosa.

Quelli da noi riscontrati sono: belle&sebastian (come detto sopra); la west cost americana degli anni '60: e quindi beach boys e love;l'indie pop del decennio scorso: pavement su tutti.

Tra i pezzi spiccano a nostro parere: "coffee tables" ," come from the cold"( con una parte di piano da urlo) "september"e "dora".

I june sono la dimostrazione mostrata che, se si vuole, determinazione e passione riescono a produrre un sogno, sotto forma di cd, in Sardegna come in Scozia, a NY come nel Salento.

Perchè i ragazzi allegri piangono forte ma sanno anche ridere, far sorridere e amare.

Bravi, bene,bis.


Friday, May 18, 2007

CIAO BUONA



Ma che vuoi che ti dica caro?


Sono un uomo impegnato, stravagante, non mi puoi imbrigliare in schemi che mi soffochino, mettiti pure nei miei panni, ma che vuoi che te dica?
Non ho tempo, te l'ho detto, se no che te credi che me metto a fa lo straccione della situazione...

Ad un certo punto... ma fattelo da te no?


Ciao caro, a presto, e tante cose! E salutame tanto la tua signora che è tanto simpatica, con rispetto parlando.


CIAO BUONA.

SERENO VARIABILE


IL bambino si alza e spinge, e scalpita.
Tira dei calci, alza la mano , poi la voce e digrigna i denti, che sembra che la tensione gli cambi i connotati del viso.
Poi, sempre più spavaldo, alza il ditino, prima uno, poi tutta la mano e tira, tira forte, così forte... Spam, il filo si rompe ed ora lui si vergogna che non vorrebbe mai aver protestato cosi violentemente, o almeno, non per così poco.
Quando il filo si spezza non hai più voce in capitolo, pum, finito, il gioco è finito, la giostra non gira più e tu, tu non puoi più tentare di acchiappare quel lembo di stoffa sudicio e grasso che stava appeso lì, a pochi metri, come il simbolo di qualcosa sempre uguale a se stesso eppure sempre presente.
Adesso non urla, e non scalpita, e non chiede più il gioco fatuo, e vorrebbe scomparire, prendere la rincorsa su per la strada rossa e poi giù, splash, in mare, nuotare coi pesci, risalire la corrente, tornare dall'altra parte e mettersi a correre, arrivare da dietro mezzo asciutto e mezzo bagnato e dire: hai visto come sono stato bravo? per farti perdonare pottresti comprarmi un gelato, per farmi perdonare potrei studiare tutto il giorno stasera.
Ma non è pià possibile, non funziona più. E allora decide di fare l'unica cosa che si fa quando c si vergogna: restare fermo, assolutamente femissimo senza fare niente e aspettare, che piova, che muoia qualcuno, di essere utile in qualche modo, ma mai a se stesso.

IO VAGABONDO CHE NON SONO ALTRO


Ammore...Ammore...Ammore...

Dimme tu che ll'aggi''a dí...

dimme tu comm'aggi''a fá...

stasera...dimane...p''a fá restá?!...

Resta cu mepe' caritá!Statte cu me...nun mme lassá!

Famme pená,famme 'mpazzí,famme danná...ma dimme sí!...

Moro pe' te...vivo pe' te...Vita d''a vita mia...

nun mme 'mporta d''o ppassato,nun mme 'mporta 'e chi t'ha avuto...

resta cu me...cu me!...

Saturday, February 10, 2007

INLAND EMPIRE


Una casa dei puffi?

Ne esistono ancora?

Credevo che le sale bingo avessero colonizzato anche quelle.

Credevo che il vento le avesse sparpagliate, un pezzo qui, l'altro chissà dove, e la polvere le avesse semi-sepolte da non riuscire più a capire se si tratti in realtà di pezzi di frigorifero o cose così.

E lei com'era? era carina?

Non lo ricordo, la polvere volava, ed era tardi, forse qualcuno ci stava chiamando perchè era ora di cena.

Forse esiste solo nei miei ricordi ma sono sicuro che adesso abita in qualche casa di quelle semi-rifinite con i muri ancora da intonacare, e sforna torte dalla mattina alla sera, come in un dannato telefilm americano degli anni 70.

Si però le puttane si pagano, su questo siamo d'accordo; e non è che tu prendi e te ne vai sgommando come un bullo del telefilm; e quel che è giusto, è giusto.

Si, ma era molto tempo fa, e non mi va più di ricordare nè di continuare a parlarne.

Però ricordo l'odore nauseabondo delle sue mutande, sporche e gialle, come le unghie del barbiere che fuma più sigarette di quante teste gli capitano sottomano.

Eppure era eccitante.

Se tornassi indietro rifarei lo stesso.

Se tornassi indietro non vedrei altro che lei.

Monday, February 05, 2007

LIKE DYLAN IN THE MOVIES


Volare e poi? Poi cantare, correre e sognare.

Vedere, sentire, odorare e parlare, tanto.

Come quel giorno col cielo a specchio e il sole a picco, anche se, freddo freddo.

Come in quelle curve, l'aria salata e il sole giu giu.

Specchietto retrovisore e via.

Con la dolcezza di quella canzone.

E poi, chissà.

Forse mai più.

Like Dylan In The Movies.

Thursday, February 01, 2007

CUANTA PASION


Urlava, e più alzava la voce più era ridicolo e più era ridicolo più la voragine si apriva.

E sarebbe durata a lungo, lo sapeva e non faceva nulla per nasconderselo. I muri di compensato traballavano, o era la stanchezza e i farmaci? O era l'umido?

L'odore marcio delle patate e quello marcio dell'acqua salivano dalla cucina a gas, giravano a destra ed entravano nella stanza, che poi stanza non era, era un angolo delimitato dalla tromba delle scale da un lato e dalla sala da pranzo dall'altro lato, un open-space in un luogo dove niente era chiuso.

E pensava che quel giorno sarebbe stato, se non l'ultimo, uno degli ultimi.

Che l'odore delle patate avrebbe presto lasciato il posto ad altri odori e i muri di compensato sarebbero stati abbattuti.

Gli venne la voglia di restare li per sempre.

Che quel mometo passasse subito, oppure che non passasse mai !E affanculo tutto e tutti. Le belle prospettive se le vivessero gli altri se ne avevano il coraggio: perchè ci vuole più coraggio ad andare avanti che a restare in mezzo ai muri di compensato.

La moto non l'avrebbe mai guidata e non ebbe la possibilità di regalarla ad un altro.

Morì, forse, vent'anni dopo.

Qualcuno parlò di lui ad una cena, poi più nulla.

Friday, January 12, 2007

PER TE


Non dormo ho gli occhi aperti per te,

guardo fuori e guardo intorno

come è gonfia la strada polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me

guarda l'angolo del cielo

dove è scritto il tuo nome, dove è scritto nel ferro... Nel cerchio d un anello...

dove ancora mi innamoro e mi fa sospirare così... adesso e per quando tornerà l'incanto

E se mi trovi stanco e se mi trovi spento sei meglio già venuto e non ho saputo tenerlo dentro me

I vecchi già lo sanno il perché e anche gli alberghi tristi che troppo e per poco e non basta ancora ed è una volta sola

E ancora proteggi la grazie del mio cuore adesso e per quando tornerà l'incanto...

l'incanto di te... di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe e polvere sul cuore freddo nel sole e non bastan le parole

Mi spiace se ho peccato, mi spiace se ho sbagliato se non ci sono stato se non sono tornato

Ma ancora proteggi la grazie del mio cuore adesso e per quando tornerà il tempo...

il tempo per partire... il tempo di restare il tempo di lasciare il tempo di abbracciare..

In ricchezza e in fortuna in pena e in povertà nella gioia e nel clamore nel lutto e nel dolore

nel freddo e nel sole nel sonno e nel rumore

ovunque proteggi la grazia del mio cuore ...

ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

ovunque proteggi proteggimi nel male

ovunque proteggi la grazie del tuo cuore

Sunday, December 31, 2006

L' ANNO BRUTTO


Ultimo giorno brutto di quest'anno brutto.anno di grazia duemilasei.

Oggi trentun dicembre duemilasei il problema è una telefonata, spesso... , lo stomaco? tutt'apposto che il bianco fa sempre il suo effetto, come un abito firmato valentino collezione 65/66, quella di giachelina kennedy e onassis.

L'umore, buono, per adesso, buono.

anche stasera sarà bianco e nero.

Un anno in bianco e nero, un inverno da baciare, tante cose da leggere e raccontare.

L'animo è nervoso che non lo freghi con la storia del bianco e nero.

Che non lo freghi mai.
Cmq. andrà bene dice una bella ragazza.

Cmq. fottetevi tutti.

E buon anno.

Friday, November 03, 2006

ROSSO ANTICO


Le persone ascoltano il personaggio parlare.
Non c'è che dire, bel vestito, esclama senza troppa convinzione. L'ho comprato per un occasione importante, per quella festa... sai quella festa...
Ah già... quella festa... ne ho sentito parlare... quella a cui non sono stato invitato... non mi hanno detto niente, se ne devono essere dimenticati.
Le persone guardano i personaggi passare da un cumulo all'altro di ghiaia, spuntare il mento, forse prima la fronte, e poi il corpo. Non ricordo in che ordine.
Del resto in fisica e matematica non andavo tanto bene, anzi non andavo bene per niente, ed erano urla che scuotevano il muro, poi passavano dalle condutture ed arrivavano giù, in palestra, ovattate.
I tappeti delle palestra puzzavano del sudore rappreso misto all' odore del sugo della sera prima, che la maglietta ha dovuto subire i compiti in cucina perchè d'inverno faceva troppo freddo per starsene in salotto, nella vecchia casa coi muri in compensato.
Il giovane ragazzo riccioluto, appena un adolescente, poco più che un bambino petulante, biondo, col viso a punta, ha visto le ascelle di quella del primo banco, nere, folte, non curate, sapide, aprirsi davanti a lui.
Ed è svenuto, ed è rimasto sconvolto, impaurito ed insieme eccitato da quella visione e da quell'odore acido immondo che gli scuoteva le narici.
Immaginava i peli delle ascelle di lei entrargli nel naso, in gola, quindi scendere nel petto per impossessarsi del suo giovane cuore e legargli l'anima, forse per sempre.
E siccome non poteva più sopportare la visione di quella foresta oscena è uscito a tirare due calci al pallone in faccia al Sensibile, così, mica per male, per farsi due risate, che a quei tempi erano amici per davvero.
E ancora non sapevano quanto certe tendenze musicali e le suole delle scarpe consumate dal Biondo gli avrebbero, se non divisi , allontanati, perchè, sia chiaro, da certe persone non ti dividi mai.
E prima o poi ricompaiono nella tua vita e ti ricordano che saresti potuto essere diverso se solo avessi continuato a dare calci al pallone o se solo se avessi approfittato dello strappo tattico dei jeans di quella tua compagna di classe, quella più grande, più matura e più scafata di te.
Ed ora mi chiedo: c'è un limite alla quantità di vergogna che un essere umano può sopportare?
Esiste un colore più bello del rosso?

Monday, October 23, 2006

IL POSTO



Al Posto , splende il sole sei mesi l'anno. Due fa freddo. Gli altri mesi oscilla, cioè fa il tempo che gli pare.
Se ci vai i mesi che splende il sole puoi vedere mille pesciolini come bolle argentate che emergono inseguiti da pesci più grandi con la forma di pesce.
Al Posto di solito ci vai , o per partire , o c arrivi quando ritorni, oppure c vai per salutare le persone, quelle che partono e quelle che ritornano.
Se sei triste o ti senti male, certo non troppo male, può essere pure che al Posto ti passi tutto.
Se hai la fortuna di abbracciare la persona alla quale vuoi più bene al mondo, al Posto puoi pure sognare, puoi parlare come non hai mai fatto , o come non ti capitava da tempo.
Ma al Posto può anche nevicare, c si può giocare a calcio , al Posto puoi sentire della musica ,vedere un film o assistere ad una messa cantata.
Perchè il Posto , in fin dei conti, non sta da nessuna parte. e non ne esistano tanti. sono i nostri sogni al di la del naso, è il bello che c'è in noi che spinge spinge spinge...ed poi esce , magari inseguito da un pesce con la forma di pesce.
E' proprio un bel posto il Posto, spero di tornarci presto magari con in mano un ombrello come in quel videoclip...
Al posto tuo io c andrei al Posto.

Saturday, October 21, 2006

A QUESTION OF TIME


Non avevo più tempo, è stato questo il problema.
Non avevo più tempo quindi son scappato, come scappo sempre , come non vorrei scappare più.
Avevo una ragazza da portare a ballare io, quindi non avevo più tempo.
Avevo degli amici cui preparare da mangiare, e non avevo più tempo.
Non avevo più tempo e mi sentivo al sicuro, perchè tra le varie cose che mi potevano capitare sicuramente non c'era quella di avere tempo , non avevo più tempo io eh!
Oggi ho un po' più di tempo e sto un po' peggio.
Perchè quando non hai più tempo tra le varie cose che ti possono capitare non c'è quella di avere più tempo.
Più tempo da perdere.
Perchè quando non hai nulla, non hai nulla da perdere.
It's a question of time.

Friday, October 20, 2006

COESIONE SOCIALE


"... Ed è per questo che il Presidente Prodi non può pensare di mantenere i suoi elettori con i soldi di quelli che hanno votato per Berlusconi".
...Non sapevo esistesse una lista dei cittadini italiani stilata in base ai modelli 730 e al nome del partito votato alle ultime elezioni politiche...
Fino a quando intento a masticare un boccone di carne, occhi e orecchie rivolti al telegiornale della prima rete come direbbe mia nonna, non ricevo l'illuminazione.
La lista esiste, il Nostro la conosce bene, e vuole dimostrarcelo.
Probabilmente sarà rinchiusa in uno dei cassetti dei servizi, protetta dal segreto di stato , ma la lista c'è. La lista esiste.
Se no uno mica se ne esce così... all'ora di pranzo rischiando di sputtanare sessant'anni di credibilità politica della gloriosa tradizione cui il Nostro si vanta di appartenere.
... ma , pensandoci bene, forse non è questo il messaggio.
Forse invece quello che il Grande voleva dire è una di quelle verità marxiste semplici semplici : i partiti politici rappresentano precisi interessi di altrettanto precisi referenti sociali.
Dunque deve essere così: grossolanamente quello che cercava di dirci è che non si possono dare più soldi agli assegni famigliari se non togliendoli a chi deve mantenere la villa al mare, la scuola di equitazione dei figli, l'amante in città , la settimana bianca in montagna e la domenica in collina.
Non si può fare se non toccando tutti quei diritti di quei tanti cittadini onesti che dichiarano al fisco la metà di un operaio anche se vendono ori , incensi e birra , interventi chirurgici in amicizia, estrazioni dentali sulla fiducia.
Si chiama , devo aver letto da qualche parte , redistribuzione del reddito.
Dovrebbe definirsi: coesione sociale.
Ma vallo a spiegare a quei tanti cittadini onesti , quelli che dichiarano al fisco la metà di un operaio anche se vendono , si prestano e soprattutto comprano.
Tra un po signora mia...
Se continua così manco le tasse ci pago più , manco le tasse...
Banditi.
Meglio la dittatura, meglio la dittatura, che almeno ai tempi...

Thursday, October 19, 2006

TRE O QUATTRO RICORDI DI UN SIGNORE CHE AMAVA IL MARE


La prima volta, che mi ricordi, fu lo stesso giorno che uccisero quel giudice...l'anno che poi iniziai la scuola , quella con il libretto per le giustificazioni e le maestre in tailleur anzichè in abito nero e velo.
E me la ricordo ancora quella sera: lo stadio pieno , nonostante l' autobomba , e l'emozione , e posso avere un autografo? e tieni l'autografo. come ti chiami?Andrea. ah come me. mi piace immaginare abbia pensato.
Poi solo tifo davanti alla tivù, perchè sono un pezzo della nostra gente che ce l'ha fatta.
Poi solo prese per il culo che quella è musica per grezzi, che i veri fighi si ascoltano Hit mania dance...mica quella robaccia ,cantata in sardo per giunta, che va bene per qualche pastore e i suoi figli che si commuovono davanti al caminetto perchè non sanno manco mezza parola d'inglese. mentre io...
E giù battute: ma gli hai visto i denti... dai!
Poi indifferenza, qualche notizia qua e la.niente di più.
Poi di nuovo alla tivù, ma quasi mai nell'isola, sempre in qualche teatro di qualche città nel mondo.
Poi su un palco allestito in un giorno importante nell'unica vera piazza dell'unica vera città dell'isola.E fu molto bello avere la maturità per apprezzare. e fu emozionante. con quella cantante giunta apposta da lontano per venire a cantare con il suo amico.
L'ultima volta in un paese che di musicisti ne ha sentiti e visti eccome : neri, con gli occhi a mandorla, la carnagione olivastra, magri grassi alti bassi vecchi e giovani.
ma solo per questo artista si è alzato tutto in piedi ad applaudire.
Ed era emozionato, ed ero emozionato, ed era più emozionato ancora quell'amico di milano che stava sul palco e accompagnava con lo sguardo lucido e il pianoforte ,nero, come quasi tutti i pianoforti.
Poi solo una notizia al telegiornale, uno speciale in prima serata. poi solo gli occhi di una donna così bella ma così bella...
E tre o quattro ricordi che affiorano ascoltando un ciddi e chiudendo gli occhi.

Wednesday, October 18, 2006

AFAGHISTAN


Di che nazionalità è Nelson Mandela?Mandela E' sudamericano, brasiliano mi pare.
Dove si trova Guantanamo? A parte che non so neanche cosa sia ,Guantanamo, penso comunque che si trovi in Afaghistan: lo conosco bene lo stato dell' Afaghistan, che cinque anni fa ci abbiamo pure mandato i soldati in missione di pace.
Me lo ricordo eh? Eccome no: noi e l'opposizione ( quella che adesso è maggioranza), tutti in piedi ad applaudire, per una volta uniti, almeno per la pace... che col clima d'odio che si respira... Me lo ricordo, eccome , fra me e me dicevo: adesso speriamo che si riesca ad arrestarli tutti questi telebani...
Dove si trova il Darfur? Be mi scusi signorina, al limite la domanda sarebbe che cos'è il Darfur: il Darfur è, diciamo, uno stile di vita moderno, quando tu fai le cose in fretta... si insomma uno stile di vita frenetico,diciamo...ecco si dice Darfur.
Ma io non è per cattiveria... non è che non mi occupo dei tuoi problemi e di quelli delle altre sei miliardi di anime su questa terra, per sciatteria cattiveria o disinteresse...
E' che proprio non li conosco, li ignoro diciamo.
So di quei ragazzi di quel call-center di quel paesino di quel mio collegio, eh certo, se no che ci stavo a fare io qua! Ma.. di più ...guarda non chiedermelo. per quello ci sono i responsabili del partito, loro se ne occupano e poi mi dicono come votare.
Ed è giusto che ci siano delle figure preposte...
Io non sono super... io sono come voi, sono del popolo, sono come voi , anche se sto qui, sono come voi.
Ogni tanto un infedeltà coniugale... che si perdona è chiaro, se no che ci andiamo a fare in chiesa... mi piace stare in famiglia la domenica e soprattutto... non leggo. Figuriamoci un libro ( che poi il codice da vinci l'ho letto eh!) , ma pure il giornale, così, uno sguardo veloce e via.
E che sarà mai. Io... non è per cattiveria... Ma poi, che minchia ve ne frega a voi che io so o non so dove sta sto Afaghistan e Afaghistan, eh... starà li vicino alla Palestina...
Che fate ridete?
Ma lo sapete voi lo stress, e si che lo sapete, con questo stile di vita Darfur...


*IMPORTANTE: LA CUI DI SOPRA FOTO NON RAPPRESENTA IL PROTAGONISTA DEL DIALOGO, QUANTO PIUTTOSTO ... UN TIPO UMANO.
ESSA E' DUNQUE DA CONSIDERARSI A TITOLO ESEMPLIFICATIVO.