Monday, July 21, 2008

TORINO: elogio della lentezza e della forza di una città del Nord


Torino è un luogo regale eppure arrangiato.
L’ ex capitale del regno, l’ex capitale industriale del paese appare oggi come una di quelle mogli che dopo il divorzio decidono che è ora di contare su se stesse, di fare con quello che si ha, di ricostruire dalle macerie, di esaltare le proprie risorse ed iniziare a sorridere ai tanti uomini che le si porgono dinnanzi.
Torino a me sembra così: un ex moglie che riprende a vivere, col sorriso un po’ sofferto e il pensiero rivolto alle ferite ancora aperte lasciate dagli anni, quando tutto era diverso, e sente il rammarico, sente la nostalgia, ma anche un senso di liberazione.
L’industria l’ha tradita, Milano le ride alle spalle, come si fa nei quartieri dove si sparla di tutto e di tutti, il quartiere del Nord guarda a lei con un po’di pena, ma lei non si cura di loro e passa.
Torino è l’immagine di una donna forte e fiera che ha voglia di ricominciare.
E’ una vecchia signora che si fa ragazza, strega buona del Nord.
Torino parla mille lingue e ama a dismisura i dolci
E’un pochino fredda ma sorride sotto il ghigno, ha una sua ironia.
Torino è serena ed è sorprendentemente e piacevolmente lenta.
Sarà forse perché è estate ed ha caldo e i vecchi prendono il fresco in Piazza San Carlo e si chinano allegri sulla fontana, quella col toro che a lì significa refrigerio e freschezza, e tutto assomiglia ad un paese del Sud.
Torino balla sotto la pioggia in un parco che profuma di buono: ed è come se fosse carnevale.
E’ pacata , precisa, gentile, cerca di nascondere felicità e dolore dietro un pollice alzato a dire: tutto ok.
E’ così ottimista che quando ti da delle indicazioni per strada dimezza i tempi, che tanto c’è solo un corso da fare, ma quel corso equivale a molti chilometri e tu arrivi a destinazione maledicendola e ridendo.
Torino ama i giovani, forse perché gli ricordano un passato carico di speranze e gli rammentano che tutto è ancora da costruire, che c’è ancora tanto da vivere.
Non è spendacciona ma sa godersi la vita.
Torino non aspetta più, rincorre un sogno, lo cerca nelle luci appese ad ogni angolo di strada quando è inverno, in una fantastica illusione in celluloide, in due uova cibernetiche che ti dicono che è già il futuro.
Il Po è sempre li e le sorride placido quasi a dire: torneremo a scorrere.

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